Un Paese allo sbando

L’Italia nei suoi tempi migliori, ovvero non questi, era uno stato dall’indiscussa elevatura culturale e mentale. Era culla di una civiltà, di poeti, di artisti, di campioni, di strateghi di furbizie recondite e di mali poco emulsionati. Quel tempo ormai non è più tra noi, ci ha lasciati, orfani ormai possiamo essere definiti, prettamente allo sbando e con il piacere di esserlo. In Italia le persone ormai sono assuefatte all’illegalità serpeggiante. Sapere che un politico ruba, viene affrontato da una buona parte della sua popolazione in tre fasi: Sdegno, Sospiro, Rassegnazione con risata. Lo sdegno ogni anno che passa diminuisce con una convergenza direttamente proporzionale alla sonorità della risata e anche alla forza del sospiro. In Italia si è perso il senso del giusto, e lo si sostituisce con il giusto palese che solca i mari nostrani. Non è giusto ciò che è giusto moralmente o anche intelligentemente, ma è giusto ciò che mi porta a prevalere ad emulazione di politici e personaggi più o meno noti. Io adoro l’Italia, ma non mi riconosco nei valori ora predominanti, magari non riuscirò a farmi grande usando una mentalità vecchia o morale, magari sarò sempre dietro. Magari. Ma almeno non dovrò sempre e comunque ringraziare qualcuno.

Una risposta a “Un Paese allo sbando

  1. Sicuramente…

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